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MOCA: il mondo invisibile che sta tra il cibo e il materiale 🍎

28 apr
Tempo di lettura: 3 min

Quando si parla di alimenti, l’attenzione va quasi sempre a ciò che mangiamo: ingredienti, calorie, conservanti, additivi.

Ma esiste una parte completamente invisibile della chimica alimentare che, in realtà, è ovunque nella nostra vita quotidiana:

👉 i MOCA - i materiali e oggetti a contatto con gli alimenti

E qui la cosa diventa interessante: perché il cibo non è mai “solo cibo”. È sempre in relazione con qualcosa che lo contiene, lo protegge o lo trasporta.


📦 Il concetto chiave: il cibo non è mai isolato

Dal punto di vista chimico, un alimento non esiste mai da solo.

Appena viene prodotto, entra subito in contatto con:

  • aria;

  • luce;

  • temperatura;

  • e soprattutto materiali.

E questi materiali non sono neutri.


⚗️ Il cuore dei MOCA: la migrazione

Il concetto fondamentale è uno, la migrazione delle sostanze.

Significa che alcune molecole possono:

1) passare dal materiale al cibo

2) oppure dal cibo al materiale

Questo può dipendere da:

🌡️ temperatura (più è alta, più aumenta la migrazione)

⏳ tempo di contatto

🥩 tipo di alimento (grassi, acidi, acqua)

🧴 tipo di materiale

Un esempio semplice: una pizza calda in una scatola non è la stessa cosa di un biscotto in una confezione sigillata.


🧴 La chimica delle plastiche (e il mito del “chimico = pericoloso”)

Quando si parla di MOCA, inevitabilmente si parla di plastica.

E qui c’è un fraintendimento comune:

La plastica non è una sostanza unica, ma è una famiglia enorme di polimeri con comportamenti diversi.

Alcuni esempi:

  • PE (polietilene): molto usato per pellicole

  • PP (polipropilene): resistente al calore

  • PET: bottiglie e contenitori

Ogni materiale è scelto in base alla sua stabilità chimica, la sua resistenza e la possibilità di migrazione.


🧴 Il caso “senza PVC”: perché lo trovi ovunque

Ieri sera usando la pellicola mi sono soffermata a leggere senza PVC.

E non è marketing casuale.

Il PVC (polivinilcloruro) è stato usato molto in passato, ma non è flessibile da solo e ha bisogno di additivi per diventarlo.

E qui nasce il punto chiave dei MOCA, perchè non conta solo il polimero, ma anche gli additivi.

Alcuni additivi possono:

1) Migrare più facilmente

2) Cambiare comportamento con il tempo

3) Richiedere controlli più complessi

Quindi oggi spesso si preferiscono materiali: più “semplici chimicamente” e più prevedibili nella migrazione


🌡️ Il fattore spesso ignorato: il calore

Uno degli aspetti più importanti nei MOCA è la temperatura.

Questo perchè il calore accelera il movimento delle molecole, aumenta così la mobilità nei polimeri e facilita la migrazione.

Ecco perché una pellicola a temperatura ambiente si comporta in un modo, ma la stessa pellicola a contatto con cibo caldo si comporta in un altro.


🌍 E i PFAS dove entrano davvero in tutto questo?

Qui si collega il tema attuale.

I PFAS sono stati usati in diversi materiali MOCA perché hanno diverse caratteristiche interessanti:

  • rendono le superfici idrorepellenti

  • resistono ai grassi

  • impediscono che il cibo “attacchi”

In pratica: sono stati una soluzione tecnologica molto efficace.

Ma hanno una caratteristica critica: sono estremamente stabili.

E quindi:

  • non si degradano facilmente

  • possono persistere a lungo nell’ambiente

  • sono difficili da eliminare una volta dispersi


📦 Una cosa che quasi nessuno considera

Ogni volta che compri un alimento confezionato, in realtà stai usando un materiale progettato chimicamente per interagire in un certo modo con il cibo, per un certo tempo e in certe condizioni.

E questo significa una cosa semplice ma potente, ovvero che la sicurezza alimentare non è solo nel cibo, ma nel sistema cibo + contenitore.


🔬 Conclusione

I MOCA sono un esempio perfetto di chimica invisibile: non si vede, non si nota, ma lavora continuamente tra noi e ciò che mangiamo.

E concetti come PVC, PFAS o migrazione non sono solo sigle tecniche, ma scelte di progettazione chimica che influenzano la vita quotidiana molto più di quanto pensiamo.

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