Mercurio nel tonno 🐟 Cosa c'è davvero nel tuo piatto
- Arianna Lembo

- 31 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Se mangi tonno regolarmente, in scatola o fresco, potresti conoscere il tema del mercurio (Hg).
La domanda non deve essere c’è mercurio?, ma:
👉 perché c’è, quanto ce n’è e quando diventa un problema?
Perché sì, il punto di partenza è proprio questo: il tonno ovviamente non “produce” mercurio.
Ma lo accumula!
🏭 Perché il mercurio è presente nei pesci
Il mercurio è un elemento naturale, ma le concentrazioni attuali nei mari sono fortemente influenzate da attività umane.
Le principali fonti sono:
🔥 combustione del carbone
⛏️ attività minerarie (soprattutto oro)
🗑️ incenerimento rifiuti
⚙️ industria cloro-alcali (storicamente)
Queste attività rilasciano il mercurio in atmosfera. Questo si deposita nei corpi idrici ed entra nei sedimenti.
E qui succede il passaggio chiave:
👉 batteri anaerobi lo trasformano in metilmercurio.
⚗️ Metilmercurio: la forma che cambia tutto
Non tutto il mercurio è uguale.
Nel contesto alimentare, la forma rilevante è il metilmercurio (CH₃Hg⁺), perchè:
è altamente lipofilo, quindi tende ad accumularsi nei tessuti grassi, come muscoli e sistema nervoso, persistendo nell'organismo;
ha un assorbimento intestinale >90%: quasi tutto il metilmercurio passa dal tratto gastrointestinale al sangue e non viene eliminato;
ha affinità per gruppi tiolici (–SH), legandosi così facilmente alle proteine e soprattutto nel sistema nervoso e nel feto durante la gravidanza.
Quindi 👉 si lega alle proteine e rimane nei tessuti.
E nei pesci 🐟 il mercurio è quasi interamente in questa forma
🔬 Bioaccumulo e biomagnificazione
Una volta formato, il metilmercurio entra nella catena alimentare.
1) bioaccumulo → si accumula nel singolo organismo.
2) biomagnificazione → aumenta salendo di livello trofico.
E il tonno?
Vive a lungo ed è una specie predatrice, quindi mangia altri pesci.
Il risultato sono concentrazioni più elevate rispetto a specie più piccole.
Per esempio un pesce piccolo magari ha una concentrazione di Hg inferiore a 0,1 mg/kg, mentre il tonno un valore tra 0,2 – 0,8 mg/kg.
📊 Limiti di legge
Ma chi gestisce le soglie di legge?
L'EFSA tramite il Reg. (CE) 1881/2006:
🐟 0,5 mg/kg per pesci in generale;
🐟 1,0 mg/kg per specie predatrici, che oltre al tonno, includono lo squalo e il pesce spada.
La dose settimanale tollerabile (TWI) secondo l'EFSA è di 1,3 µg/kg peso corporeo/settimana di metilmercurio.
Facendo i conti su un adulto 70 kg arriviamo ad una dose di ~91 µg/settimana.
Quindi quanto tonno posso mangiare davvero?
Considerando una media di 0,5 mg/kg di metilmercurio, 200 g di tonno ne hanno circa 100 µg.
Una porzione può coprire quasi tutta la TWI settimanale.
📌 Interpretazione corretta
Il tonno non è contaminato “per errore”, ma è il risultato di:
1) Emissioni ambientali;
2) Trasformazioni chimiche;
3) Catena alimentare
💬 Conclusione
Riprendendo l'inizio, il punto non è chiedersi se il tonno contiene mercurio.
Il punto è capire che il mercurio arriva da lontano, si trasformasi accumula e alla fine… arriva nel piatto.
E lì smette di essere un problema ambientale e diventa una questione di tipo alimentare.




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