Qual è la consulenza chimica più richiesta nei processi?
- Arianna Lembo

- Jan 27
- 3 min read
Se pensate che i chimici vengano chiamati solo per “fare le pozioni”, vi sbagliate di grosso.
E la consulenza chimica più richiesta? Non è quella da laboratorio fine a se stessa, ma quella che riguarda l’ambiente. Perché è lì che spesso si concentra il contenzioso più lungo, costoso e tecnicamente articolato.
🥇 1) Contaminazione e inquinamento
Se c’è una categoria che domina davvero, è questa. Parliamo di casi come la contaminazione del suolo (dove c’era un deposito, un impianto, una discarica o uno sversamento), delle falde (quando l’acqua sotterranea risulta compromessa), gli sversamenti di idrocarburi o solventi, la presenza di metalli pesanti o sostanze pericolose e il superamento dei limiti di legge e conseguenti contestazioni.
Questi procedimenti sono frequenti perché coinvolgono aziende e enti pubblici, e spesso nascono da controlli ARPA o autorità competenti, denunce di cittadini o comitati, richieste di bonifica, contenziosi tra proprietari e gestori, dispute su chi debba pagare i costi di ripristino.
In questi casi, la consulenza chimica serve a rispondere a domande chiave come:
Che sostanza è?
Quanto è presente e da quanto tempo?
Qual è la fonte dell’inquinamento?
Chi è il responsabile?
Quali sono i rischi reali per la salute e l’ambiente?
Quali interventi sono necessari e in che tempi?
È un ambito molto richiesto perché, oltre a essere complesso dal punto di vista tecnico, ha anche un impatto economico enorme: la bonifica può costare milioni, e la responsabilità può coinvolgere diversi soggetti.
Dove c’è molta normativa tecnica, controlli e limiti (ARPA, AIA, D.Lgs. 152/2006), c’è anche più contenzioso. E dove c’è contenzioso, c’è bisogno di consulenze tecniche solide, comprensibili e “difendibili” in aula.
🥈 2) Emissioni e qualità dell’aria
Seconda area più frequente è quella delle emissioni industriali e della qualità dell’aria.Qui si tratta spesso di casi in cui un’azienda è accusata di emissioni eccessive, i cittadini lamentano odori molesti o problemi di salute, un Comune o un’autorità impone limiti e controlli oppure si deve verificare la conformità a autorizzazioni (AIA, limiti emissivi, ecc.).
In queste consulenze, la chimica non è solo “analisi”, ma anche interpretazione e contestualizzazione: capire cosa significa un valore misurato, se è rappresentativo o se è un picco isolato, se la metodologia è corretta, e se le emissioni sono davvero attribuibili a una fonte specifica.
Spesso il lavoro è da detective: si analizzano dati di monitoraggio, si valutano i protocolli di campionamento, si confrontano le normative e si ricostruisce una situazione che può essere molto variabile nel tempo.
🥉 3) Difetti di materiali e prodotti
Terza area di grande interesse è quella dei difetti di materiali e prodotti. Qui entrano in gioco casi come vernici che si staccano o scoloriscono, plastiche che diventano fragili o si degradano, resine che non induriscono correttamente e/o prodotti che non rispettano specifiche dichiarate.
In queste consulenze, l’obiettivo è capire se il problema è dovuto ad un difetto di produzione, un uso improprio o errato, delle condizioni ambientali particolari (umidità, temperatura, esposizione a agenti chimici) oppure l'invecchiamento naturale del materiale.
Questo tipo di consulenza è frequente in cause civili, soprattutto quando ci sono contestazioni su non conformità, responsabilità contrattuale o difetti di fabbricazione.
⚖️ Altri ambiti, meno frequenti, ma comunque rilevanti
incendi ed esplosioni: il chimico diventa il “ricostruttore” delle reazioni, dei combustibili e delle condizioni che hanno portato all’evento
sicurezza sul lavoro: esposizione a sostanze pericolose, valutazioni di rischio, misure di prevenzione
alimentare e farmaceutico: più di nicchia, ma altamente specialistico e spesso molto litigioso.




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